Promossa e organizzata dal Comune di Edolo che si è avvalsa della sapiente regia di Casa Testori, da sempre fucina straordinaria di nuovi talenti artistici, la nuova edizione di Contexto prenderà il via il 1° luglio per concludersi l’8 settembre, un arco temporale che quest’anno abbraccerà tutta la stagione turistica. La grande mostra di arte contemporanea diffusa si snoderà per le vie e le piazze della cittadina, invadendo spazi aperti e chiusi, pubblici e privati, compresi luoghi solitamente non accessibili. Un parterre particolarmente ricco di artisti italiani e stranieri – tra cui molti bresciani e lombardi – insieme ad alcuni emergenti, esporrà le proprie sculture, installazioni, fotografie e video ispirati al contesto edolese per valorizzare e reinterpretare i luoghi caratteristici della cittadina, seguendo il filo conduttore della contaminazione dei generi. Opere che in alcuni casi rimarranno stabilmente nella località camuna. Si tratta di un’occasione unica per i turisti, che potranno conoscere Edolo sotto una luce nuova e diversa, ma anche per gli stessi abitanti, che avranno l’opportunità di scoprire angoli mai osservati da vicino o riscoprire luoghi legati alla memoria storica o personale.

Un lunghissimo filo arancione, sospeso sul paese, traccerà il percorso della mostra. Arancione come il colore simbolo di Contexto. Arancione come la magnifica utopia diventata realtà di Christo sul Lago d’Iseo, proprio a pochi chilometri da Edolo. Per Giuseppe Frangi di Casa Testori, “l’arancione è il colore simbolo di questa vitalità, di questa capacità di sorprendere, che gli artisti riverseranno per due mesi tra le strade e le case di questo magnifico paese, capaci di “fare Contexto”, di contaminare i luoghi, ma anche di stabilire un “con-texto”. Cioè un “testo” comune tra chi crea e chi partecipa come osservatore curioso, critico, e alla fine felicemente complice di questa grande, bellissima festa dell’arte tra le montagne. Perché Contexto vuole e deve essere una festa”. 

andrea bruschi artist contexto

Gli enormi stendardi di Andrea Bruschi sono la reinterpretazione di un elemento tradizionale, a cui l'artista vuole dare un valore universale e imperituro. Sceglie, quindi, di eliminare ogni riferimento al reale, imbevendo la tela di solo colore, e di far emergere forme astratte, senza alcuna figurazione. Solo l'interazione tra le condizioni di luce e di paesaggio circostante crea riflessi sul tessuto in cui il visitatore può leggere, a specchio, la realtà. Il cromatismo puro di Bruschi si accende, così, a tratti grazie alla particolare tecnica che adotta per realizzare i suoi dipinti, in cui alla stesura dell'olio sulla tela segue la definizione di accenti di colore con la resina trasparente.  

MARTA CEREDA