Paul Klee affermava: "anche l'arte è pensiero e non vi può essere pensiero che non sia pensiero del mondo". Da tempo, pensando a questa affermazione, rimango affascinato da due aspetti: il primo è la definizione di arte come pensiero, che è una categoria apparentemente così personale e priva di tangibilità fisica. Il secondo è l'universalità del nesso: "del mondo"; qualcosa di strettamente connesso con ciò che è accaduto, la storia, ciò che sta accadendo, il presente, nel tentativo di poter dare un contributo a ciò che verrà, il futuro. 

Propongo per il concetto di pensiero la definizione che più mi ha soddisfatto per semplicità e concretezza: "l'atto particolare con cui l'anima percepisce, considera, riflette, osserva, immagina, si ricorda, giudica, ragiona".

Percepire, considerare, riflettere, osservare, immaginare, ricordare, giudicare, ragionare: tutti verbi che esprimono le differenti fasi dei processi di elaborazione-creazione dei lavori presenti in mostra; medesime azioni che il fruitore è costretto a compiere per poter partecipare dell'opera stessa. Viene quindi a crearsi un legame molto stretto tra l'artista e lo spettatore dove la presenza del primo coincide con l'esposizione della ricerca artistica che prende forma nell'opera. 

Dove trova la sua origine questo atto? Il quantitativo di lana che veniva “pesata” e successivamente passata alle filatrici che avevano il compito di trattarla era detto "pensum". La materia prima, più grezza, indicante metaforicamente un elemento o un tema che doveva essere secondariamente trattato, elaborato, dandogli così una nuova forma: l’origine del pensiero. La sua prima caratteristica è l’essere semplice ma l’attività del pensiero si esplica nel comporre “oggetti composti”. Il livello narrativo dell'opera coincide quindi con l'esposizione del processo che conduce dalla ricerca artistica effettuata alla forma compiuta oggettualmente nell'opera d'arte. 
Rehearsal è portare all'estremo questa azione attraverso la presentazione della materia prima, “oggetti semplici”, della nostra ricerca personale necessari per la composizione “dell’oggetto complesso”. Una traiettoria che coincide con l'evoluzione dal vivere alla vita. 

GIACOMO RECALCATI